Le risorse saranno trasferite dal ministero in base alla
qualità della ricerca e della didattica. Fine della distribuzione
dei fondi a pioggia.
1. obbligo di accreditamento, quindi di verifica da parte del
ministero, di tutti i corsi di laurea e di tutte le sedi distaccate
per evitare che si creino insegnamenti e strutture non
necessarie.
2. valutazione dell'efficienza dei risultati conseguiti da parte
dell'Anvur.
I docenti avranno l'obbligo di certificare la loro
presenza a lezione. Questo per evitare che si riproponga senza una
soluzione il problema delle assenze dei professori negli
atenei.
Viene per la prima volta stabilito inoltre un riferimento
uniforme per l'impegno dei professori a tempo pieno per il
complesso delle attività didattiche, di ricerca e di gestione,
fissato in 1500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività
di docenza e servizio per gli studenti.
• Scatti stipendiali solo ai professori
migliori
Come sarà: si rafforzano le misure annunciate nel
DM 180 in tema di valutazione dell'attività di ricerca dei docenti.
In caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e
non si può partecipare come commissari ai concorsi.
• Diritto alla studio e aiuti agli studenti
meritevoli
Delega al governo per riformare organicamente la legge
390/1991, in accordo con le Regioni. Obiettivo: spostare il
sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli
studi universitari e mobilità.
Inoltre sarà costituito un fondo nazionale per il merito al
fine di erogare borse di merito e di gestire su base uniforme, con
tassi bassissimi, i prestiti d'onore.
• Mobilità personale
Sarà favorita la mobilità all'interno degli atenei perché un
sistema senza mobilità interna è un sistema non moderno e dinamico.
Possibilità per chi lavora in università di prendere 5 anni di
aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto.
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