Come cambia l’Università

23.jpg• Adozione di un codice etico


Com'è: non ci sono regole per garantire trasparenza nelle assunzioni e nell'amministrazione;


Come sarà: ci sarà un codice etico per evitare incompatibilità, conflitti di interessi legati a parentele. Alle università che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti del ministero.


• Limite massimo complessivo di 8 anni al mandato dei rettori, inclusi quelli già trascorsi prima della riforma


Com'è: ogni università decide il numero dei mandati;


Come sarà: un rettore non potrà rimanere in carica per più di 8 anni, con valenza retroattiva.


• Distinzione netta di funzioni tra Senato e Consiglio d'Amministrazione: il primo organo accademico, il secondo di alta amministrazione e programmazione


Com'è: attualmente vi è una confusione e ambiguità di competenze tra i due organi che non aiuta l'assunzione di responsabilità nelle scelte;


Come sarà: il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il CdA ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione anche delle sedi distaccate.


• Il CdA non sarà elettivo, ma fortemente responsabilizzato e competente, con il 40% di membri esterni. Il presidente del CdA potrà essere esterno.


• Presenza qualificata degli studenti negli organi di governo


• Introduzione di un direttore generale al posto del direttore amministrativo

Com'è: oggi il direttore amministrativo è spesso un esecutore con ruoli puramente amministrativi;


Come sarà: il direttore generale avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come vero e proprio manager dell'ateneo.


• Nucleo di valutazione d'ateneo a maggioranza esterna


Com'è: molti nuclei di valutazione sono oggi in maggioranza composti da docenti interni;


Come sarà: il nucleo di valutazione dovrà avere una maggiore presenza di membri esterni per garantire una valutazione oggettiva e imparziale.


• Gli studenti valuteranno i professori

 


Gli studenti valuteranno i professori e questa valutazione sarà determinante per l'attribuzione dei fondi alle università da parte del ministero


• Possibilità per gli atenei di fondersi tra loro o aggregarsi su base federativa per evitare duplicazioni e costi inutili

Com'è: oggi università vicine non possono unirsi per razionalizzare e contenere i costi;


Come sarà: ci sarà la possibilità di unire o federare università vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, di norma in ambito regionale, per abbattere costi e aumentare la qualità di didattica e ricerca.


• Riduzione dei settori scientifico-disciplinari, dagli attuali 370 alla metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore)

Com'è: ogni professore è oggi rigidamente inserito in settori scientifico-disciplinari spesso molto piccoli, anche con solo 2 o 3 docenti;


Come sarà: saranno ridotti per evitare che si formino micro-settori, che danneggiano la circolazione delle idee e danno troppo potere a cordate ristrette.


• Riorganizzazione interna degli atenei
Riduzione molto forte delle facoltà che potranno essere al massimo 12 per ateneo. Questo per evitare la moltiplicazione di facoltà inutili o non richieste dal mondo del lavoro


• Reclutamento di giovani studiosi
Il ddl introduce l'abilitazione nazionale come condizione per l'accesso
all'associazione e all'ordinariato. L'abilitazione è attribuita da una commissione nazionale sulla base di specifici parametri di qualità. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole università, cui potranno accedere solo gli abilitati.

I punti salienti:

 
1. commissioni di abilitazione nazionale autorevoli con membri italiani e, per la prima volta, anche stranieri;


2. cadenza regolare annuale dell'abilitazione a professore al fine di evitare lunghe attese e incertezze;


3. attribuzione dell'abilitazione, a numero aperto, sulla base di rigorosi criteri di qualità stabiliti con Decreto Ministeriale, sulla base di pareri dell'ANVUR e del CUN;


4. distinzione tra reclutamento e progressione di carriera: basta con i concorsi banditi per finta solo per promuovere un interno. Entro una quota prefissata (1/3), i migliori docenti interni all'ateneo che conseguono la necessaria abilitazione nazionale al ruolo superiore potranno essere promossi alla luce del sole con meccanismi chiari e meritocratici;


5. messa a bando pubblico per la selezione esterna di una quota importante (2/3) delle posizioni di ordinario e associato per ricreare una vera mobilità tra sedi, oggi quasi azzerata;


6. procedure semplificate per i docenti di università straniere che vogliono  partecipare alle selezioni per posti in Italia.

www.istruzione.it

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