• Adozione di
un codice etico
Com'è: non ci sono regole per garantire
trasparenza nelle assunzioni e nell'amministrazione;
Come sarà: ci sarà un codice etico per evitare
incompatibilità, conflitti di interessi legati a parentele. Alle
università che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non
trasparente saranno ridotti i finanziamenti del ministero.
• Limite massimo complessivo di 8 anni al mandato dei
rettori, inclusi quelli già trascorsi prima della
riforma
Com'è: ogni università decide il numero dei
mandati;
Come sarà: un rettore non potrà rimanere in carica
per più di 8 anni, con valenza retroattiva.
• Distinzione netta di funzioni tra Senato e Consiglio
d'Amministrazione: il primo organo accademico, il secondo di alta
amministrazione e programmazione
Com'è: attualmente vi è una confusione e ambiguità
di competenze tra i due organi che non aiuta l'assunzione di
responsabilità nelle scelte;
Come sarà: il Senato avanzerà proposte di
carattere scientifico, ma sarà il CdA ad avere la responsabilità
chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione
anche delle sedi distaccate.
• Il CdA non sarà elettivo, ma fortemente responsabilizzato
e competente, con il 40% di membri esterni. Il presidente del CdA
potrà essere esterno.
• Presenza qualificata degli studenti negli organi di
governo
• Introduzione di un direttore generale al posto del
direttore amministrativo
Com'è: oggi il direttore amministrativo è
spesso un esecutore con ruoli puramente amministrativi;
Come sarà: il direttore generale avrà compiti di
grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come
vero e proprio manager dell'ateneo.
• Nucleo di valutazione d'ateneo a maggioranza
esterna
Com'è: molti nuclei di valutazione sono oggi in
maggioranza composti da docenti interni;
Come sarà: il nucleo di valutazione dovrà avere
una maggiore presenza di membri esterni per garantire una
valutazione oggettiva e imparziale.
• Gli studenti valuteranno i professori
Gli studenti valuteranno i professori e questa valutazione sarà
determinante per l'attribuzione dei fondi alle università da parte
del ministero
• Possibilità per gli atenei di fondersi tra loro o
aggregarsi su base federativa per evitare duplicazioni e costi
inutili
Com'è: oggi università vicine non possono
unirsi per razionalizzare e contenere i costi;
Come sarà: ci sarà la possibilità di unire o
federare università vicine, anche in relazione a singoli settori di
attività, di norma in ambito regionale, per abbattere costi e
aumentare la qualità di didattica e ricerca.
• Riduzione dei settori scientifico-disciplinari, dagli
attuali 370 alla metà (consistenza minima di 50 ordinari per
settore)
Com'è: ogni professore è oggi rigidamente
inserito in settori scientifico-disciplinari spesso molto piccoli,
anche con solo 2 o 3 docenti;
Come sarà: saranno ridotti per evitare che si
formino micro-settori, che danneggiano la circolazione delle idee e
danno troppo potere a cordate ristrette.
• Riorganizzazione interna degli atenei
Riduzione molto forte delle facoltà che potranno essere al massimo
12 per ateneo. Questo per evitare la moltiplicazione di facoltà
inutili o non richieste dal mondo del lavoro
• Reclutamento di giovani studiosi
Il ddl introduce l'abilitazione nazionale come condizione per
l'accesso
all'associazione e all'ordinariato. L'abilitazione è attribuita da
una commissione nazionale sulla base di specifici parametri di
qualità. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure
pubbliche di selezione bandite dalle singole università, cui
potranno accedere solo gli abilitati.
I punti salienti:
1. commissioni di abilitazione nazionale autorevoli con membri
italiani e, per la prima volta, anche stranieri;
2. cadenza regolare annuale dell'abilitazione a professore al fine
di evitare lunghe attese e incertezze;
3. attribuzione dell'abilitazione, a numero aperto, sulla base di
rigorosi criteri di qualità stabiliti con Decreto Ministeriale,
sulla base di pareri dell'ANVUR e del CUN;
4. distinzione tra reclutamento e progressione di carriera: basta
con i concorsi banditi per finta solo per promuovere un interno.
Entro una quota prefissata (1/3), i migliori docenti interni
all'ateneo che conseguono la necessaria abilitazione nazionale al
ruolo superiore potranno essere promossi alla luce del sole
con meccanismi chiari e meritocratici;
5. messa a bando pubblico per la selezione esterna di una quota
importante (2/3) delle posizioni di ordinario e associato per
ricreare una vera mobilità tra sedi, oggi quasi azzerata;
6. procedure semplificate per i docenti di università straniere che
vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia.
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