Uno dei primi atti del ministero è stato predisporre il disegno
di legge per la creazione delle Comunità giovanili: spazi di
aggregazione dedicati ai giovani e organizzati da giovani che non
abbiano superato i 35 anni, dove leggere, fare musica, cinema,
teatro, sport, intrattenimento e tanto altro.
L'obiettivo è offrire
alle giovani generazioni un'alternativa alla noia e al disimpegno,
che spesso sono alla base di fenomeni di disagio, soprattutto nelle
periferie delle grandi città metropolitane e in alcune realtà del
meridione.
Le Comunità vengono promosse con pochi vincoli statutari: assenza
di fini di lucro, democraticità dell'accesso alle cariche,
elettività delle cariche tra i soci in regola con l'iscrizione,
trasparenza di bilancio, assenza di qualunque tipo di
discriminazione, indicazione delle finalità della comunità.
Tali vincoli sono essenziali per iscriversi al registro nazionale
istituito presso il dipartimento della Gioventù e conseguentemente
per usufruire dei contributi del fondo comunità giovanili, la cui
dotazione è di 5 milioni di euro l'anno.
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