Largo alla nuova università: qualità e meritocrazia

"Il piano di programmazione triennale 2010-2012 preveda la fine dei corsi di laurea inutili, delle sedi distaccate non necessarie, dei dottorati con un basso numero di iscritti, più rigore nella valutazione delle università telematiche e la valorizzazione dei corsi di laurea nelle materie scientifiche e tecnologiche".

In breve, più qualità e meritocrazia per l'Università italiana.

 "Con i risparmi che andremo ad attuare, maggiori risorse saranno destinate agli studenti meritevoli ma con difficoltà economiche, supportandoli nel completamento del loro percorso universitario." Questo afferma il Ministro Gelmini durante la Conferenza Stampa del 22 settembre 2010. Sulla stessa linea anche il Ministro Tremonti che collega strettamente la riforma dell'Università con le disponibilità economiche del Paese: "sapevamo bene che non era possibile sviluppare la riforma universitaria senza una revisione della dotazione finanziaria, all'opposto sapevamo bene che la dotazione finanziaria poteva essere rivista solo partendo dal presupposto di una riforma universitaria."

La vecchia scuola lascia il passo al nuovo, in un momento storico particolarmente delicato per i Giovani, il Ministro  Nasce l'anagrafe dei laureati e l'anagrafe delle pubblicazioni scientifiche, quest'ultimo con lo scopo di monitorare ma anche, e soprattutto, di incentivare il lavoro dei ricercatori. In pratica, gli atenei dovranno essere produttivi, fucine di ricerca e innovazione.

Tra le misure più necessarie, il rilancio delle facoltà scientifiche e tecnologiche, da sempre sinonimo di innovazione e competitività, ma negli ultimi anni in coda alle scelte dei giovani diplomati italiani.

Per saperne di più: www.istruzione.it

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